venerdì 6 marzo 2015

Juventus-Fiorentina 1-2


Se, alla vigilia della semifinale di Coppa Italia, dichiari di voler assolutamente riportare la società a vincere il torneo dopo 20 anni dall'ultimo successo, io umile tifoso trepidante davanti al Tv-color-42-pollici-plasma-full HD-Dolbysurround-automunito-noperditempo mi aspetto di vedere gli occhi di tigre, la gente che mangia l'erba, i titolari in campo e le riserve contro il Sassuolo. Tutto ciò non è accaduto, e la Juve vista ieri sera è stata, sì, figlia delle ultime prestazioni non esaltanti, ma non a tal punto da vederla in quelle condizioni per così lunghi tratti di partita. Come diciamo noi ottimisti di natura, troppo brutta per essere vera. Così poco reale da porti il dubbio, ma davvero ci tenevano così tanto?
L'analisi della partita non può prescindere dai complimenti alla Fiorentina, anzi cerchiamo di essere precisi: complimenti a Vincenzo Montella che esce meritatamente vincitore dal fortino dello Juventus Stadium con Kurtic, Marcos Alonso, Badelj, Micah "mi pettino" Richards, Mario Gomez versione infortunio ecc. Non appena Montella ha ottenuto dal mercato di poter sistemare il reparto d'attacco, falcidiato dagli infortuni, ha ripreso la marcia degli anni passati, risalendo la classifica fino ad insidiare il discontinuo Napoli nella caccia al terzo posto in campionato. Squadra aggressiva, possesso palla ragionato, pochi sprechi e "uovo di Pasqua con sorpresa" Salah.
Detto dei meriti dei viola passiamo a noi. Allegri, peccando forse di superbia, schiera in campo la formazione tipo di Coppa Italia, modulo compreso: 4-3-3, difesa titolare quasi tutta in panchina, completamente l'attacco. Spazio al tridente tanto invocato da quei tifosi che, nonostante le numerose smentite di questi anni, ancora credono all'adagio "più attaccanti più reti". Contro questa Fiorentina, complice l'uscita anticipata di Coman per gentile omaggio di Kurtic, si rivelerà presto un azzardo, pagato a caro prezzo soprattutto nel secondo tempo. Tuttavia non credo di dover imputare solo alla sfortuna il malfunzionamento di questo modulo, praticamente mai usato durante l'anno, perché il reparto a mancare di più è stato quello di mezzo, l'unico a veder scendere in campo i titolarissimi del momento. E non è un caso.
Allegri (e Conte l'anno scorso) ha praticato poco turnover durante l'anno, a centrocampo soprattuttto. Un po' per mancanza di materiale umano, un po' per non rinunciare alla collaudatissima formula Pirlo-Marchisio-Vidal-Pogba. Il campo, però, il conto te lo presenta sempre e ieri era serata di pagamenti.

Andiamo di pagelle per analizzare caso per caso:
  • Storari, 6 - Incolpevole sui gol, attento nelle poche altre occasioni a cui è stato chiamato. Un fenomeno, forse, avrebbe fatto un miracolo su almeno una delle due reti incassate.
  • Caceres, 6 - Senza infamia e senza lode. Dalle sue parti non arrivano quasi mai pericoli, non ha lo stesso spunto di Lichtsteiner davanti, ma lo sapevamo. Un suo gol di testa sarebbe servito come il pane.
  • Bonucci, 6 - Anche lui non ha particolari colpe sui gol, ma in fase di impostazione meno preciso di altre volte, anche a causa del poco movimento dei compagni.
  • Ogbonna, 4.5 - Molto bravo nel corpo a corpo, sono però rimasto negativamente colpito dal suo tempo di reazione tra il rendersi conto dell'errore di Marchisio e Salah che andava dritto in porta indisturbato. Riguardate l'azione, soffermatevi sul numero 5 bianconero e lasciatevi sbigottire dallo scatto felino.
  • Padoin, 4 - Se fossimo al campetto dell'oratorio questo bravo ragazzo di provincia sarebbe il chierichetto modello. Lo fanno giocare per meriti acquisiti al servizio dell'Altissimo. No comment sulla sua prestazione. Dispiace Simone, ma questo non è un mestiere per gente per bene.
  • Vidal, 5 - Per correre, corre pure stasera. Le migliori occasioni del primo tempo, infatti, le ha avute sui piedi lui, tutte sprecate. Continua a correre ma, come accaduto contro il Borussia, non ci capisce molto, in mezzo al palleggio veloce di Fernandez e soci.
  • Marchisio, 4.5 - Tanti passaggi sbagliati, uno bruttissimo che costa caro in termini di reti subite, non riesce quasi mai a creare superiorità a centrocampo o smarcare un compagno. Lontano parente del principino visto fino ad oggi,  chiaro che anche lui ha diritto a cannare una partita, ogni tanto.
  • Pogba, 5 - Una volta subita la seconda rete, la Juventus sembra svelgiarsi dal torpore e, finalmente, la palla inizia a viaggiare a ritmi degni di una grande squadra. Riusciamo a tenere questo ritmo per poco più di 10 minuti, nei quali Pogba entra finalmente in partita. Tra una valutazione e l'altra, Raiola ricordi al suo assistito che dovrebbe aumentare un tantino la percentuale di alto rendimento. La scusante dell'età comincia ad essere logora, che io a 22 anni ne saltavo di fossi...
  • Pepe, 6 - Il carattere battagliero di Simone lo conosciamo, bello il cross per il pareggio di Llorente, fa il suo compitino. La forma e lo scatto necessario per una partita come quella di ieri, ahinoi, non sono all'altezza.
  • Llorente, 7 - Ci manca un attaccante che alzi la percentuale di realizzazione rispetto alla mole di gioco creato: ieri il basco lo ha fatto. Un cross, un gol. Dategli una leva che... vi solleva la percentuale. Ci stiamo avvicinando al rush finale della stagione ed una classifica la possiamo già stilare: è Llorente il giocatore della rosa ad aver maggiormente sofferto il cambio di allenatore/modo di giocare.
  • Coman, 6.5 - Quando il destino cinico e baro si presenta sotto forma di medianaccio sloveno dal nome di battesimo ingannevolmente dolce e ti azzoppa in una delle poche serate in cui hai più tempo a disposizione per metterti in mostra ma tu lo stesso riesci ad entrare nell'azione di un gol, non puoi che uscire incazzato dal campo. Peccato!
  • Tevez, 5.5 - Appena entrato sembra suonare la carica ai compagni, nel secondo tempo, invece, si spegne nella mediocrità. Non può pensarci sempre lui.
  • Morata e Pereyra ingiudicabili.
  • Allegri, 5 - "...Oh mister, e la prossima volta diccelo 'he della 'hoppa Italia non ve ne frega un caciucco e che avrebbero giocato le seconde linee, almeno ci saremmo vista la finale di Masterscè."
@GiuSette7

4 commenti:

  1. Concordo su quasi tutto, tranne che sul far giocare le riserve contro il Sassuolo. Infatti per me sarà una partita tutt'altro che facile e poi ci sarà la trasferta di Palermo, altra squadra che se in giornata fa vedere i sorci verdi a tutti.

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    1. Non dico che contro il Sassuolo sarà facile, semplicemente è una partita che potremmo persino perdere senza compromettere il cammino in campionato.
      Sarà molto più dura recuperare la sconfitta di ieri, invece.
      Giuseppe.

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  2. E io continuo a pensare che Pogba stia perdendo un poco la testa. E' in calo vistosissimo di rendimento da parecchie settimane, gioca per dimostrare quanto sia bravo e non più per spaccare le partite e per la squadra. La panca la possono fare anche i fenomeni ogni tanto, giusto per tener loro fresca la memoria.
    Senzacervello

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    1. Certamente, Pogba deve ancora crescere in efficacia e costanza di rendimento.

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Volevo scrivere senza il permesso della mamma.

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