mercoledì 18 febbraio 2015

Allegri e Pirlo. (Parte seconda)


(Parte prima)
Nella stagione 2010/11 Andrea Pirlo fu vittima di un infortunio al ginocchio, riuscendo a scendere in campo solo 25 volte (appena 17 in campionato). Il Milan allenato da Massimiliano Allegri vinse lo scudetto ma, complice l'età e lo stipendio, Andrea Pirlo venne lasciato andare via a scadenza di contratto. Fu uno dei più gravi errori compiuti da "Mr. Bic", sarcastico appellativo dedicato dallo stesso Pirlo a Galliani nella sua spassosissima (giuro!) autobiografia. Il centrocampista si accasa alla Juve e sappiamo tutti come andò a finire il campionato successivo, e quelli seguenti. 
Come a voler divertirsi col destino delle persone, una serie incredibile di eventi porta Max Allegri sulla panchina della squadra in cui oggi gioca Andrea Pirlo, ma prima di arrivare ai giorni nostri torniamo alla primavera del 2011, ai giorni in cui il playmaker bresciano decide di lasciare il Milan. Il racconto è dello stesso Pirlo, siamo nell'ufficio di Galliani il quale deve raccontare ad uno dei migliori centrocampisti della storia del calcio che non fa più parte del progetto Milan.
[Piccola parentesi, noi oggi ridiamo pensando alla linea mediana rossonera, ma nemmeno 4 anni fa il Milan era la squadra più forte d'Italia, Pirlo aveva 32 anni e stava mettendosi alle spalle una delle stagioni peggiori dal punto di vista fisico. Ora riprendete pure a ridere]
Queste le parole di Galliani, secondo il ricordo di "dio21": "Andrea, il nostro allenatore Allegri pensa che se resti non potrai più giocare davanti alla difesa. Per te avrebbe pensato a un altro ruolo: sempre a centrocampo (precisazione fondamentale, ndr), ma sulla parte sinistra. Anche con te in panchina o in tribuna abbiamo vinto lo scudetto. E poi, Andrea, da quest'anno la politica della società è cambiata. A chi ha più di trent'anni, proponiamo il rinnovo di contratto solo per dodici mesi."
Non tocca a me sindacare sulla attendibilità di questo racconto, mi serve solo uno spunto di riflessione su una questione molto più attuale (inizio parte seconda): il ruolo di Pirlo nella Juventus 2014/15 allenata da Massimiliano Allegri, quello che avrebbe chiesto ad Andrea di giocare più a sinistra.
Perché?
A distanza di quattro anni, con Pirlo in attesa di soffiare su 36 candeline, la richiesta sarebbe ancora attuale?
Come giocano le squadre di Allegri?
I dubbi sui rapporti personali tra i due non sono mai stati un problema, chi come me aveva letto l'autobiografia sapeva benissimo quale fosse il motivo reale del divorzio dal Milan, e non era stato certo per quesitoni tattiche, è quasi sempre Galliani ad essere punzecchiato. Il rapporto con Allegri viene definito "normale" dal giocatore, come dire "non sarà mai come con Carlo Ancelotti ma nemmeno lo odio a morte."
La palla persa da Pirlo per il gol del vantaggio cesenate e la libertà con cui ha calciato Brienza per il tiro del pareggio nella zona centrale hanno riaperto il dilemma tra noi tifosi: se Pirlo scende fin sulla linea dei centrali per impostare l'azione, anche per liberare campo al centro e favorire linee di passaggio ai compagni, è l'uomo ideale per svolgere quel ruolo? Il suo immenso talento non è forse sciupato in quello che sembra più essere un lavoro per elementi maggiormente dinamici e scattanti? In ultimo, ma non per importanza, Pirlo ha l'età per garantire la copertura necessaria ad interpretare la doppia fase di gioco in quella zona così nevralgica?
Gli episodi in cui perdiamo palla sulla nostra trequarti e subiamo i contropiede avversari, con una difesa a 4 sono fisiologicamente in aumento rispetto agli anni passati, e non può essere Pirlo il classico mediano in grado di rinculare con tempi e corsa giusti per rendere inefficaci gli avversari. A Napoli solo l'imprecisione di De Guzman aveva impedito ai partenopei di andare in vantaggio su un'azione molto simile a quella di domenica sera. Fintanto Pirlo aveva 3 compagni alle spalle, poteva permettersi con maggiore tranquillità di giocare la palla anche in situazioni difficili, ma ora?
Vediamo le possibili alternative nel 4-3-1-2 adottato da Allegri, variazioni utilizzabili anche in base alla caratura ed al sistema di gioco degli avversari:
- la prima, la più dolorosa. Pirlo va in panchina, Marchisio prende il suo posto, uno tra Pereyra e Vidal sale nella posizione di vertice alto;
- Pirlo continua ad occupare la cabina di regia ma uno dei terzini rimane basso a protezione. Se state pensando alla difesa a 3 non siete poi così lontani dalla realtà;
- terza opzione, quella che Allegri avrebbe proposto nel 2011: Pirlo in posizione decentrata in modo da far fare a qualcun altro il lavoro sporco di cui sopra;
- ultima opzione, la più improbabile: Pirlo torna al suo antico tuolo di trequartista.
Ogni scelta comporta dei miglioramenti in un taluni aspetti a discapito di altri e, grazie ad Eupalla, il calcio non è mai stato una scienza esatta, la soluzione perfetta non esiste ed ogni partita fa storia a sé. Partendo da questi presupposti scontati, quale secondo voi la soluzione più auspicabile?
Parliamone.

[L'autostima di chi scrive sarebbe pesantemente compromessa se, una volta letti questi spunti di riflessione, il lettore non sentisse il desiderio di lasciare il proprio contributo. Foss'anche un saluto da Cortina]


@GiuSette7

2 commenti:

  1. Ci riprovo. Con tutto l'amore possibile per Pirlo, uno che ha avuto moltissimi meriti nel portare la Juve dove sta, penso che nella posizione in cui gioca attualmente abbia smesso di essere importante. Non ho ambizioni da allenatore e parlo da spettatore, ma da un po' Pirlo mi sembra in fase calante in termini di impatto sulla gara. Non solo: perde palloni importanti (almeno due o tre a gara) ed è troppo lontano dalla zona che gli permetterebbe di innescare in attacco i compagni come ha fatto spessissimo fino a poco tempo fa. Se Allegri, quindi, ha deciso di stare su questo modulo, credo che a malincuore Pirlo debba sedersi in panca e lasciare il posto a Marchisio.
    Per il futuro non so. Certo a 36 anni è difficile che il futuro possa essere Pirlo (purtroppo). E va considerato che perderemo anche Pogba se non nella prossima stagione, in quella seguente. Forse sarebbe il momento di procedere ad un cambio generazionale complessivo proprio partendo dal "caso Pirlo". Al massimo non vinciamo niente per un anno. #cipuòstare

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    1. Io credo che Pirlo possa essere gestito in modo da essere utilizzato con più accortezza, tenerlo fresco atleticamente per quelle partite in cui i suoi cambi di gioco e la sua saggezza tattica sono ancora cartucce preziosissime da tenere in canna.
      Su Pogba la questione è totalmente diversa, la Juventus non ha bisogno di vendere o particolare necessità di quella mega plusvalenza. Da come si comporterà con Pogba capiremo cosa questa dirigenza vuol fare da grande. Se assestarsi sul livello di un Borussia Dortmund ovvero lanciare giovani promesse e incassare grandi quantità di denaro dalla loro cessione cercando di azzeccare la grande stagione europea oppure provare a fare il salto di qualità per raggiungere le posizioni di vertice abbandonate nella tragica estate del 2006.

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Volevo scrivere senza il permesso della mamma.

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