venerdì 31 ottobre 2014

Appunti su di una sconfitta





Genoa bella squadra, aggredisce i difensori. La Juve soffre contro questo genere di compagini, Europa compresa. Il pressing degli attaccanti genoani mette in difficoltà i 3 centrali bianconeri, costretti al lancio lungo al buio verso Llorente. Lancio lungo prevedibile sul quale la linea difensiva rossoblu applicava un sistematico quanto semplice fuorigioco.

A centrocampo, invece, il fraseggio della Juve sembrava, in un primo momento, ottenere una discreta efficacia contro lo stesso pressing avversario, soprattutto per pulire i palloni difficili. Anche i bianconeri hanno attuato una buona pressione a centrocampo; una volta recuperata la palla, però, si notava molto bene la mancanza di due peculiarità della Juve dell'anno scorso. Una, la lucidità successiva al pressing nel dare la sfera al giocatore più libero; la seconda, la capacità di Llorente di tenere palla in attesa del'inserimento dei compagni. Lo spagnolo, troppo lento e statico, dà l'impressione che una rotazione più massiccia con Morata non sarebbe male, nemmeno per lui.

Calci d'angolo: o li battiamo corti o li battiamo male. Avvissare i calciatori che non basta solo ottenerli, i corner, mica fanno punteggio...

Fallo d'espulsione di Rosi. Non si può scambiare la sportività di Tevez, che non fa sceneggiate, con un permesso accordato a spezzargli le gambe restando impuniti. E questo è il secondo indizio, dopo Reggio Emilia, quasi una prova ormai. Si ha l'impressione che, dopo un fallo, sia meglio rotolarsi a terra per convincere l'arbitro della gravità del danno subito, vedi Pinilla qualche minuto dopo in occasione, appunto, dell'ammonizione ad Ogbonna.

Notata scarsa grinta nei duelli corpo a corpo. Scarsa condizione fisica o pancia piena?

La Juve, non avendo giocatori scaltri e veloci nello stretto in grado di saltare l'uomo (tranne Giovinco utilizzato pochissimo) ha bisogno di un altro sistema per creare lo spazio necessario a rendere pericolose le proprie azioni, ovvero far correre la palla. Eccolo il problema della Juve dell'ultimo anno (solare), i suoi calciatori corrono poco. Non sono un esperto di preparazione fisica, tuttavia è insopportabile sentire sempre le solite scuse: a fine anno i giocatori sono logori, ad inizio stagione sono imballati per preparazione estiva, a gennaio devono carburare dopo la sosta, per non parlare delle partite dopo la fermata per le Nazionali. Poi vai in Europa e gli avversari arrivano sempre prima di te sulla palla. Poi vai a Genova, come a Reggio Emilia, e basta una squadra ben organizzata e che corre a tutto campo per mettere in difficoltà giocatori molto più forti di loro.

Quando è andato via Conte si disse che questa era l'occasione, per i calciatori, di dimostrare di aver vinto non solo per il carisma dell'allenatore, ma anche attraverso le proprie doti pedatorie. E' il momento di dimostrare che non serve un motivatore a un campione per uscire da un momento "no". O no?

Ultima riflessione: ci sta non riuscire a vincere una partita in cui hai attaccato quasi soltanto tu.
Ci sta un periodo di appannamento durante le settimane piene di impegni.
Ci sta di perdere a Genova (anche l'altra squadra della città sarà un osso duro)
Ci sta che quest'anno sarà più difficile battere la Roma nella volata scudetto.
Quello che non ci sta proprio è vedere un avversario (Antonini, per giunta) arrivare da solo fino in porta, indisturbato, nemmeno fosse l'uomo invisibile.

@GiuSette7


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Volevo scrivere senza il permesso della mamma.

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