Gli effetti pratici della partita tra Juve e Roma del 5 ottobre scorso si sono assottigliati già dopo un turno di campionato, anche se a distanza di 15 giorni causa sosta Nazionali. Quelli mediatici, invece, sono stati di nuovo amplificati dall'intervista rilasciata ieri dall'arbitro Rocchi a "Il Processo del Lunedì" di RaiSport. Come prevedibile, le dichiarazioni del fischietto toscano sono state vivisezionate dalle testate giornalistiche a proprio uso e consumo, lo stesso quasi dappertutto: l'arbitro Rocchi ammette di aver sbagliato, la Roma aveva ragione a lamentarsi.
Non sto nemmeno a riportare le parole dell'arbitro, le avrete lette tutti. Riassumendo:
Non chiede scusa di nulla.
Non parla di errori ma di anomalie.
Non ammette nessuna sudditanza psicologica.
Rocchi ammette solo una responsabilità: rivedendo la partita capisce che, sull'episodio del fallo di Maicon, c'è stata una gestione anomala dei frangenti successivi. Molto probabilmente intendeva dire che ha sbagliato a modificare la prima decisione, quando aveva assegnato un calcio di punizione dal limite. Il designatore Messina aveva fatto capire, il giorno dopo la gara, che Rocchi si era lasciato confondere dallo spray, poiché segnava ancora la posizione in cui era stata posta la barriera, pienamente all'interno dell'area. In realtà Maicon si era scorrettamente portato in avanti fino al limite di essa, ingannando così la terna.
Da qui a dire che Rocchi abbia ammesso l'errore e di aver favorito la Juventus ci vuole.... De Paola!
Già, il direttore del CorSport, con la sua solita delicatezza, sforna un titolo che è tutto un programma, alla faccia dell'abbassare i toni. Non è il solo, quasi tutte le redazioni battono un titolo il cui senso è "Mea culpa di Rocchi" quando invece l'arbitro fiorentino ha allargato molto il discorso mettendo dentro anche le responsabilità di Garcia ("un gesto del genere è intollerabile e non regolamentare"), giornalisti e addetti ai lavori ("in questi giorni si è parlato solo di quella partita"), giocatori ("a volte potrebbero avere degli atteggiamenti migliori"). Ma a chi vuoi che interessi?
Tutto questo clamore e l'uso distorto delle parole di Rocchi era ampliamente prevedibile, anche da Rocchi, il quale sapeva benissimo cosa sarebbero diventate le sue frasi sugli organi di stampa. Perché, allora, ha dato la propria disponibilità a Donatella Scarnati? In fondo sia la Fifa che l'Uefa avevano archiviato la partita come "normale" e gli episodi dubbi per quello che sono, ovvero classici interventi al limite difficilissmi da giudicare in presa diretta. Anche la gerarchia arbitrale si era espressa negli stessi termini, pur con colpevole ritardo alcuni (leggi "Nicchi"). Perché questa retromarcia sapendo cosa andava a rischiare?
Il sospetto, allora, è che Rocchi e gli stessi superiori di cui sopra abbiano voluto rifarsi l'immagine nei confronti di quell'Italia pallonara, che costituisce pur sempre la maggioranza, al quale proprio non è andato giù che quella partita finisse così. Il sospetto si nutre, ahimé, anche dal fatto che è proprio Rocchi a focalizzare l'attenzione sul rigore assegnato per il mani di Maicon, soprassedendo su tutti gli altri episodi dubbi, come il fallo su Marchisio in area (che avviene prima di tutti gli altri, e non è un dato da poco), il rigore dato alla Roma (per compensazione?), per non parlare delle altre due decisioni pro-Juve per cui certe moviole hanno faticato non poco ad accettare come sacrosante.
Nessun pericolo di una nuova calciopoli, per carità, chi mette in guardia da quello scenario non ha ben presente tutte le componenti che portarono a segno La trappola. Tuttavia la scelta fatta da Rocchi, certamente autorizzata (se non proprio caldeggiata) dal suo designatore, lancia un brutto segnale per il prosieguo della stagione.
"C'è voglia di Roma", direbbe qualcuno...
@GiuSette7
Da qui a dire che Rocchi abbia ammesso l'errore e di aver favorito la Juventus ci vuole.... De Paola!
Già, il direttore del CorSport, con la sua solita delicatezza, sforna un titolo che è tutto un programma, alla faccia dell'abbassare i toni. Non è il solo, quasi tutte le redazioni battono un titolo il cui senso è "Mea culpa di Rocchi" quando invece l'arbitro fiorentino ha allargato molto il discorso mettendo dentro anche le responsabilità di Garcia ("un gesto del genere è intollerabile e non regolamentare"), giornalisti e addetti ai lavori ("in questi giorni si è parlato solo di quella partita"), giocatori ("a volte potrebbero avere degli atteggiamenti migliori"). Ma a chi vuoi che interessi?
Tutto questo clamore e l'uso distorto delle parole di Rocchi era ampliamente prevedibile, anche da Rocchi, il quale sapeva benissimo cosa sarebbero diventate le sue frasi sugli organi di stampa. Perché, allora, ha dato la propria disponibilità a Donatella Scarnati? In fondo sia la Fifa che l'Uefa avevano archiviato la partita come "normale" e gli episodi dubbi per quello che sono, ovvero classici interventi al limite difficilissmi da giudicare in presa diretta. Anche la gerarchia arbitrale si era espressa negli stessi termini, pur con colpevole ritardo alcuni (leggi "Nicchi"). Perché questa retromarcia sapendo cosa andava a rischiare?
Il sospetto, allora, è che Rocchi e gli stessi superiori di cui sopra abbiano voluto rifarsi l'immagine nei confronti di quell'Italia pallonara, che costituisce pur sempre la maggioranza, al quale proprio non è andato giù che quella partita finisse così. Il sospetto si nutre, ahimé, anche dal fatto che è proprio Rocchi a focalizzare l'attenzione sul rigore assegnato per il mani di Maicon, soprassedendo su tutti gli altri episodi dubbi, come il fallo su Marchisio in area (che avviene prima di tutti gli altri, e non è un dato da poco), il rigore dato alla Roma (per compensazione?), per non parlare delle altre due decisioni pro-Juve per cui certe moviole hanno faticato non poco ad accettare come sacrosante.
Nessun pericolo di una nuova calciopoli, per carità, chi mette in guardia da quello scenario non ha ben presente tutte le componenti che portarono a segno La trappola. Tuttavia la scelta fatta da Rocchi, certamente autorizzata (se non proprio caldeggiata) dal suo designatore, lancia un brutto segnale per il prosieguo della stagione.
"C'è voglia di Roma", direbbe qualcuno...
@GiuSette7


Nessun commento:
Posta un commento